Vita da nomade

di REDAZIONE WELLTRIBUNE.IT · PUBBLICATO 18 MARZO 2019

Una volta mi chiesero: “Sai qual è il lavoro dove vedi sempre il sole? Il pilota d’aereo”. Io riflettei un po’, poi convenni che non dev’essere poi così male. Ma farlo tutta la vita? Scambiare il giorno con la notte, confondere i nomi, i Paesi, gli scali? Vedere visi, cucina e usanze diverse e non coglierne mai il gusto fino in fondo o potersi soffermare su qualcosa in particolare, presi dalla meta successiva … Trolley e beauty pronto, il biglietto sul cellulare con il check in fatto in line: questa la vita di chi viaggia per vocazione, lavoro, sport o semplicemente per il gusto di farlo. In vacanza si parte con tutto un altro spirito, ma quando il motivo del viaggio non è turistico, si è preparati a file interminabili, controlli al metal detector, domande e scioperi dell’ultim’ora.

I tabelloni agli aeroporti non hanno segreti per chi è sempre in viaggio e il film “Tra le nuvole” con George Clooney racconta bene le sensazioni che prova chi vive a 20mila metri d’altezza. “Non riesco a stare più di un quinquennio nella stesso posto, con lo stesso uomo e facendo lo stesso lavoro”, mi disse un’amica. Io penso invece che viaggiare sia bello: ho varcato 5 continenti con stupore e meraviglia, ma penso anche che “sed melius ast ad iter quod est nice redire”.
Per condividere ciò che hai visto, comprato, imparato con le persone che ami e che ti aspettano a casa.

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