Un altro mondo è possibile

di REDAZIONE WELLTRIBUNE.IT · PUBBLICATO 22 MARZO 2019

Valencia, il tassista mi lascia all’ hotel Ilunion. Da fuori sembra un anonimo grattacielo modernissimo, in realta’ appartiene ad una catena iberica unica al mondo, e non per la sua offerta di buffet, piscina o camere. La differenza la fa Carlota, Luis, Andoni, Nuria, Abel, Alonso e tanti altre persone che lavorano qui: dietro ognuno di loro c’e’ lunga lotta, forte voglia di vivere e grande generosita’. In questo hotel, il 70% dei dipendenti e’ disabile e, all’entrata, campeggia orgogliosamente il certificato di Accessibilita’ Universale: ne’ barriere architettoniche ne’ mentali. Viaggiare in modo sostenibile vuol dire anche questo, nel rispetto dell’ambiente circostante – anche umano – senza rinunciare alle comodita’ e agli standard di un ottimo albergo. In collaborazione con il Gruppo Sociale Once, Inunion fa dell’ inclusione la sua mission, per un turismo – non solo a parole – davvero etico. Sorrisi, attenzione ed entusiasmo accolgono calorosamente gli ospiti internazionali. Il personale viene da storie di cecita’, ipoacusia, iperattivita’, paralisi e altre disabilita’: l’inserimento in un contesto produttivo e socializzante – consente loro di esprimere il proprio valore in maniera autentica, grazie anche al clima di cooperazione e solidarieta’ che si e’ creato fra loro, e che il cliente percepisce piacevolmente. La serieta’ e il piacere con cui il personale svolge il suo lavoro fa sentire il cliente a casa propria. Anche in vacanza si puo’ scegliere di contribuire al cambiamento.

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