Torna “La piccola bottega degli orrori” : ne uscirete satolli!

 

 

Il Brancaccio si veste di verde scintillante per accogliere “La piccola bottega degli orrori”.

Presentato a fine 2019 al Sala Umberto, torna nella capitale con (quasi) il medesimo cast e tanta voglia di stupire.

Che voi l’abbiate visto allora o no, “La piccola bottega degli orrori” rimane un appuntamento imperdibile per questa stagione teatrale.

 

TRAMA

New York, anni 60.

In un quartiere sfortunato della grande mela troviamo il negozio di fiori del signor Mushnick (Fabio Canino).

La sorte dell’attività sembra più che fallimentare, fino all’esposizione di una strana pianta che attira magicamente ondate di clienti.

Seymour (Giampiero Ingrassia) è l’unico a scoprire cosa l’animo verde della storia sia davvero in grado di fare, c’è da scoprire come riuscirà a gestire la sua sete insaziabile.

 

Il trio narrante è composto da Elena Nieri, Giovanna D’Angi e Claudia Portale, una commistione di estrema bravura e freschezza, tentacolari voci irriverenti che trascinano con brio lo spettatore verso questa pazza avventura. 

Emiliano Geppetti brilla nel ruolo del sadico dentista, tanto detestabile quanto coinvolgente, regala al pubblico una performance credibile senza il bisogno di scadere nel demenziale.

Giampiero Ingrassia invece, che il ruolo di Seymour lo conosce a puntino, matura il suo personaggio pur non dimenticando l’ingenuità e lo sguardo puro che lo caratterizzano.

Protagonista indiscussa però rimane Audrey II interpretata da Velma K, che dona voce (e che voce!) e corpo alla pianta più diabolica d’America.

Costumi sempre meravigliosi di Francesca Grossi. 

Coreografie trascinanti di Luca Peluso.

Direzione musicale del M° Dino Scuderi.

Regia scaltra, passionale ed efficace di Piero Di Blasio, che si riconferma un regista competente ed immediatamente riconoscibile.

Il suo punto di vista viene esaltato da ogni dettaglio, ogni gesto; nulla è lasciato al caso, la sua firma diventa sempre più godibile.

È uno spettacolo completo, senza filtri, che sa far ridere, riflettere, che sa intrattenere con impertinenza ed ingegno, lasciando la banalità fuori dal teatro.

Da vedere e rivedere.

In scena al Teatro Brancaccio fino al 27 Febbraio.

 

 

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