Sonic, garbo e maestrìa

Ci vogliono anni di studio durissimo per raggiungere la levità di un farfalla“, diceva il saggio. E i – anzi – le Sonic, ne sono la prova. Tutte donne/libellule sul palco del Teatro Olimpico di Roma, stavolta, in un carosello di equilibrismi e piroette delicate e possenti.

In Toren, spettacolo dalle coreografie grafiche e liriche allo stesso tempo, la cosa che colpisce è l’attenzione l’una verso l’altra, le accortezze, la sintonìa e la sincronicità con cui hanno incantato per un’ora e mezza il pubblico, estasiato da tanta grazia.

Controllo del proprio corpo, calcolo millimetrico dei movimenti e postura impostata per le atletiche ed eleganti danzatrici. Con scrupolo e gentilezza solidale, le artiste hanno reso nello spettacolo tutto il senso del loro impegno lavorativo e personale. Se si fa male una di loro, si fermano tutte, quindi si è “squadra”.

Sul palco le immagini raccontano di un mondo in bianco e nero che si tramuterà in un mondo pieno di colore e stupore. Si susseguono acrobazie, danze aeree, visioni incredibili e giochi di luce in una scenografia sempre cangiante.

   

  

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