Intervista a Manuela Giorgino: un viaggio variopinto come la sua arte.

La talentuosa Manuela Giorgino torna a raccontarci il suo mondo variopinto, fatto di sogni, passione e una realtà che va sempre più concretizzandosi, anche in Italia. 

Torino ospiterà il suo corso base di Body Painting in una delle accademie nazionali più prestigiose: L’AIEM.

Lo stage si svolgerà il 3 e 4 Settembre 2022 e saranno due intense giornate di formazione imperdibili.

https://www.accademiaitalianadiestetica.it/Corso/CORSO-BODYPAINTING-BASE

 

Quanto è importante la formazione per un Body Painter (anche tra voi professionisti)?

Agli inizi, come quando si è già ad un livello avanzato, la formazione rimane il cardine su cui costruire il tuo lavoro. Da subito cerchi di assorbire tutto, quasi indistintamente, per crearti una tua identità artistica, un tuo bagaglio conoscitivo. Quando cresci come artista ed inizi ad avere una certa esperienza. i corsi di aggiornamento ti aiutano a non fossilizzarti, ad andare sempre oltre le tue possibilità. Inoltre incentivano lo scambio di idee con altri artisti. La formazione è sempre importante, che tu abbia un mese o dieci anni di esperienza.

Una vita divisa tra progetti lavorativi e gare. Quanto aiutano le competizioni?

La prima gara risale ormai a quasi 10 anni fa. La prima volta che ho partecipato, oltre al piazzamento (e sarei ipocrita a dire il contrario) mi interessava vedere come lavoravano gli altri artisti: rubare con gli occhi è stato fondamentale. Secondo me l’importanza dei contest è questa: il confronto, non soltanto per vincere e dimostrarsi migliori, ma come occasione di scambio e crescita. Essendo il Body Painting una forma artistica, la comunicazione tra artisti può aprire un universo di possibilità.

Le tecniche evolvono continuamente. Come conservare il proprio stile pur buttandosi verso l’innovazione?

Ho sempre dipinto quello che conosco. Che si parli di tela o di modelle, dipingo quello che so, ciò che mi appartiene, quello su cui ho qualcosa da dire. La ricerca di uno stile può durare anche tutta una vita, è qualcosa che appartiene ad ogni artista. In quanto persona, ogni artista è in costante crescita, in costante divenire, in continua evoluzione: lo stile cambia con l’artista, con la sua persona. In tale senso stile e innovazione non possono che andare di pari passo. Se sei fortunato le persone riconosceranno un tuo lavoro tra mille, ma questo non deve fossilizzarti in poche idee. Siamo in perpetuo divenire.

La pandemia ha sicuramente inciso molto sul vostro mondo. Come è stata la tua esperienza e cosa consigli per tornare a galla?

I due anni di buio più lunghi di sempre. Molti purtroppo hanno abbandonato il Body Painting in quanto hanno dovuto trovare una fonte di lavoro alternativa. Altri hanno iniziato a dipingere su supporti diversi rispetto al corpo. In tanti non ci siamo arresi, ma è stato difficile non smettere di credere. Per me il Body Painting è imprescindibile da quello che sono, fa parte di me e forse in modo incosciente non potrei mai farne a meno. Durante tutto il 2021 ho portato avanti un progetto sulle quattro stagioni, insieme ad altre due artiste ed ad una coppia di fotografi impareggiabili (studio fotografico Cinquantino Lab). Abbiamo ricostruito un nostro ecosistema fatto di luce, di colori e di idee: è stato il nostro modo per non annegare.

                        

 

Quali sono i 3 requisiti che non devono mai mancare in un WorkShop o in un buon percorso di formazione?

Un insegnante secondo me non deve avere paura. Non parlo della paura di sbagliare, ma non deve avere a paura di condividere la propria esperienza. Siamo tutte persone diverse quindi ognuno assimila i concetti i modo del tutto originale. Se un insegnante ha paura di condividere la propria esperienza, forse non è pronto per insegnare.
La seconda cosa è fornire i giusti concetti teorici: è vero il bodypainting è una disciplina artistica, tanto fa la sensibilità di ciascuno, ma deve essere guidato dalla tecnica. Se non conosco le regole non posso “divertirmi a infrangerle”
Il terzo punto è la pratica. La sola teoria non è sufficiente, bisogna sporcarsi le mani e capire cosa succede se mischio due colori insieme, se li accosto, se sovrappongo uno stencil piuttosto che un altro. Bisogna fare.

 

Sono esplose tante realtà online del legate al mondo della formazione. Trovi che un approccio telematico possa essere valido per chi vuole iniziare questo mestiere?

Per chi vuole iniziare no, non lo ritengo un approccio valido. Il bodypainting è fatto di manualità, di sensibilità. A seconda di come il pennello tocca la pelle si creano forme ed effetti differenti.
Un insegnante deve potere vedere come un corsista impugna il pennello, deve poterne correggere il movimento, deve essere lì materialmente.
I corsi online possono funzionare in un contesto già avanzato, come aggiornamento per chi ha già sviluppato un occhio allenato e padroneggia la tecnica. Iniziare con l’online a mio avviso non è una soluzione adatta né tantomeno proficua.

 

Quanto la scelta “della tela” (la modella) incide sul lavoro di un Bodypainter?

La modella è la tua musa, molte volte un progetto di bodypainting nasce pensando ad una persona specifica e nessun altra lo può indossare come farebbe lei.
Trovare la giusta intesa con la tua tela umana è fondamentale, si deve creare quella giusta complicità che porta alla collaborazione reciproca. La modella si deve piacere per calarsi al meglio in quello che le dipingerai addosso e tanto più riuscirà a farlo e maggiormente si otterranno scatti unici.
Una modella ha il compito di fare vivere quello che dipingi, ognuna è più adatta a vestire un ruolo, esattamente come farebbe un attore.
Per questo è utile a mio parere adattare un lavoro ad una determinata personalità, altrimenti si rischia di creare una bel lavoro ma senza anima, senza scintilla.
Ovviamente ognuno di noi ha la modella preferita, anche se non lo dichiara apertamente, ma credo che su questo il proprio lavoro non menta: quando si crea la giusta alchimia anche l’opera brilla di una luce diversa.

 

Artista modella e fotografo sono i 3 grandi protagonisti dell’opera. Spesso hanno visioni contrastanti. Come gestire al meglio le difficoltà?

Il bodypainting è un prisma a tre facce. Si compone di modella, artista e fotografo.
Come la modella interpreta l’opera, un fotografo di bodypainting sviluppa con l’esperienza un determinato occhio per immortalare quell’interpretazione.
Un’opera di bodypainting nasce dall’acqua e nell’acqua finisce: immortalare il momento è l’unico modo che abbiamo di conservare quello che alla fine è un momento.
La comunicazione e lo scambio anche qui è una parte fondamentale. L’artista deve portare modella e fotografo nel mondo che vuole rappresentare. Il fotografo si fa un’idea di quello che vede. La modella interpreta quello che indossa: quando questi tre mondi si incontrano, un disegno diventa opera.

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