Io e Anna: gli opposti si attraggono

Al piccolo teatro San Vigilio di Roma, i protagonisti che calcano le scene interpretano sé stessi nelle parti rispettivamente assegnate. Michele Fontana – in arte Gian Filippo – è perfettamente calato nel ruolo di precisino, nevrotico e monotono impiegato statale, al contrario dell’ impulsiva, sincera e imprevedibile Anna Napolitano, che nella pièce ha mantenuto lo stesso nome.

La complementarietà dei due personaggi – casualmente vicini di casa – fa scoccare la scintilla amorosa. Grattando la reciproca scorza, si scoprono attratti dalla differenze dell’uno e dell’altra. Ciò ha rivoluzionato i loro modi di pensare e di essere, consentendo di crescere sperimentando nuovi orizzonti. Insieme. Come insieme hanno smussato spigolosità e paure, allentato freni e rigidità, riconoscendo il valore del rapporto e la ricchezza della diversità.

Bravo anche Andrea – fidanzato della protagonista – e Davide – man at work – Vincioni, nella vita padre e figlio. La regista Tiziana Vincioni maneggia con disinvolta padronanza materiale psicologico, affrontando temi complessi con sensibilità e leggerezza. Il laboratorio teatrale “Fusi e Confusi” ha messo in scena sempre produzioni garbate e godibili: le luci e i suoni di Lele, le scene sono dell’Officina Teatrale Confusa e i costumi de Le Fate Confuse.

 

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