Il vento fra i capelli: donne e libertà in Iran

«Sono nata l’11 settembre 1976, ed ero soltanto una bimba di due anni che muoveva i primi passi e cominciava a parlare quando la Rivoluzione islamica spodestò lo scià Mohammad Reza Pahlavi, mettendo fine a duemila anni di monarchia persiana. È stato il cataclisma più drammatico della storia dell’Iran moderno. Sono figlia della Rivoluzione islamica e ho trascorso gran parte della mia vita nella sua ombra. La mia storia è la storia dell’Iran moderno, della tensione tra le propensioni laiche del suo popolo e l’islamizzazione coatta della società, della lotta delle donne, soprattutto giovani, per rivendicare i loro diritti e opporsi all’introduzione della shari’a, alle violazioni dei diritti umani e delle libertà civili. La rivoluzione ha cambiato tante cose, ma per le donne in particolare ha portato a molti passi indietro. Nella Repubblica islamica nascere donna è come avere un handicap» (Masih Alinejad “Il vento fra i capelli. La mia lotta per la libertà nel moderno Iran”). 

 

Così si racconta Masih Alinejad nel suo libro “Il vento fra i capelli”. Attivista per i diritti civili e voce critica verso il regime degli ayatollah, si è dovuta trasferire all’estero. Ha promosso la campagna My Stealthy Freedom come forma di protesta via social contro l’imposizione del velo islamico da parte delle autorità dell’Iran.

Dissenso, dignità e senso del dovere verso se stessa e le altre donne sono i valori dei quali si fa portatrice Masih Alinejad. Si rivolge alle donne in quanto portatrici di vita, ricordando loro che è un diritto la libertà di pensiero, e la non omologazione nel pensiero unico del conformismo religioso. Si fa portavoce di temi quali la laicità, il libero arbitrio, il diritto di parola e d’azione della donna al pari dell’uomo, come nei paesi occidentali. 

E’ una storia di riscatto che vuol esser d’esempio per tutte le donne che intendano esprimere il proprio essere con pari dignità degli uomini, rivendicando i propri diritti in ogni ambito sociale.

Venerdì 20 novembre, alle ore 18, sui canali social dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Facebook, YouTube), incontro online con la giornalista e scrittrice iraniana Masih Alinejad, uno dei volti più noti al mondo nella lotta all’obbligo del velo, fondatrice della seguitissima campagna social «My stealthy freedom» («La mia libertà clandestina») e autrice del libro “Il vento fra i capelli. La mia lotta per la libertà nel moderno Iran” pubblicato in Italia da Nessun Dogma, progetto editoriale dell’Uaar.

Link all’evento Facebook: bit.ly/2IIOQAb

 

A dialogare con Masih Alinejad ci saranno, in collegamento dal circolo Uaar di Pordenone:

  • Taher Djafarizad, nato a Talesh (Iran) nel 1956 e dal 1980 in Italia. Sociologo da sempre impegnato per i diritti umani, è il fondatore dell’associazione NedaDay (intitolata alla studentessa Neda Salehi AghaSoltan, uccisa durante le proteste del 2009 contro il regime iraniano), che promuove campagne internazionali a sostegno delle donne, come quella per vietare i matrimoni precoci;
  • Darvishi Baharak, nata a Rasht (Iran), si è laureata in microbiologia e vive da 25 anni in Italia. Attivista per i diritti delle donne, collabora con l’associazione NedaDay.

  

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