Capalbio, il vino e arte

Una fuga dalla città per esigenti romani che vogliono solo il bello: arte, natura e buon bere? Capalbio, un’ ora e mezzo e trovano ciò che fa per loro. La Toscana non è solo Chianti, Montalcino o Montepulciano: in Maremma si resta sorpresi da altrettanta offerta.   

Niki de Saint Phalle (nota per il suo Giardino dei Tarocchi), Samantha Passanini e i suoi cerchi rituali, Accademia di Aracne e i lavori all’ uncinetto che rivestono alberi e monumenti, Mara van Wees e il suo tappeto-mosaico di benvenuto: queste le artiste che espongono ora.

I loro lavori adornano i giardini e le cantine delle tenute locali come la Monteti, La Vigna sul Mare, Monteverro, la Montauto, il Ponte, il Cerchio, incastonate nel territorio ricoperto dai vigneti di Capalbio e da cui si scorge il mare.

Il visitatore sarà accompagnato in un percorso multisensoriale perchè sono tutte opere materiche da toccare oltre che a guardare, fatte con oggetti di uso comune e casuali, riciclati industriali o naturali.

La galleria il Frantoio, in piazza della Provvidenza 10, ha mantenuto intatto il suo fascino di antico luogo di molitura toscano col bel lavabo di marmo grigio venato dietro al bancone del bar. Accoglie il turista con vini rigorosamente autoctoni, immancabili opere d’arte, libri e abbigliamento campestre.

Davide Dormino col suo Apollo resisti!, Thomas Lange con Parnaso e Vincenzo Pennacchi con i suoi Cavalieri trasportano l’ospite in un mondo fantastico in equilibrio fra ordine e caos da godere con un calice di vino dell’Azienda vitivinicola ospitante.      

L’ospitalità è un valore tramandato nei secoli che la Toscana dei butteri conosce bene: dalla Tenuta più lussuosa, al Podere più autentico, il sorriso e lo sguardo amorevole dei padroni di casa vi trasmetterà tutto il bello e il senso di quel territorio. 

   

   

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