Alla riscoperta delle nostre specie agricole protette

di REDAZIONE WELLTRIBUNE.IT · 11 SETTEMBRE 2018

Decine di migliaia i visitatori accorsi anche quest’anno alla grande festa per conoscere le rarità gastronomiche italiane.

Nel parco nazionale dell’appenino tosco-emiliano, “biodiversità” è il leit motiv di Rural Festival, appuntamento settembrino imperdibile – ormai alla sua quinta edizione – per i cultori della vita sana e per chi – stanco della grande distribuzione – per una volta vuol degustare i prodotti “veri”, quelli con sapori “inediti” perchè fatti con tecniche tramandate da generazioni.

Vaste aree del Comune di Lesignano de’ Bagni, a sud di Parma (dove si svolge la kermesse annuale), sono inserite nel progetto Unesco a tutela della biodiversità, e a Rivalta, sede del Rural Festival, ci si impegna a recuperare e proteggere per le future generazioni anche varietà vegetali di specie autoctone, da decenni quasi estinte. “Qui sono state recuperate 240 varietà di mele italiane – dice Enzo Melegari dell’Ass. Agricoltori e Custodi – Usiamo solo prodotti organici simili al biologico, ma la cosa principale è il recupero: una volta non c’era il frigorifero, per cui queste varietà si conservavano in cantina, in solaio o sotto il letto e, le cotogne profumate, nei panni… I nostri vecchi avevano selezionato varietà estive, autunnali, invernali: le mele moderne si spappolano tutte, alcune di quelle di varietà antica invece avevano la polpa dura”.

Ma Rural Festival, oltre a esposizione di frutti rari e storici, è anche trionfo di profumi, percezioni sensoriali e festa per gli occhi di grandi e piccoli, con giostra di cavalli, rural wall dove ritrovare la propria foto su un trattore d’epoca o mentre si sta seduti all’ombra di un fico, lezioni di cucina tradizionale per bambini, fattoria didattica sui bachi da seta, escursioni in jeep per vedere le stalle di vacche antiche come la bardigiana e la ottonese. A pranzo, cappelletti in brodo, prosciutto di maiale nero, pollo valdarnese, oche romagnole, pecora cornigliese e per finire un sorbetto di latte d’asina. Per i vegetariani: testaroli della lunigiana, formaggio di latte crudo, zucchina trombetta, fagiolo zolfino, patata quarantina, miele biologico e sidro. E’ possibile riposare nella locanda contadina immersa nel verde dotata di ogni confort (incluso il materasso di crine), o in originali case-botti.

“Dagli Anni ’70 – quando l’Italia era prima al mondo – ad oggi, la domanda e l’offerta di turismo sono profondamente cambiate, ma i fondamentali turistici della penisola (cultura, natura, enogastronomia) sono tali da non giustificare la posizione subalterna del nostro Paese rispetto a Francia e Spagna.” E’ quanto ha dichiara Mario Pusceddu, presidente di ISVRA, Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo. E la diffusione della cultura agricola con le sue eccellenze e peculiarità locali, soddisfa un turismo attento ed esigente, non di massa, stanco della serialità alimentare e in cerca dell’autenticità dei prodotti italiani: come il maiale nero di antiche razze quasi del tutto scomparse, per esempio, libero di pascolare nutrendosi di erba fresca, cereali, bacche e ghiande.

Ma perché sia un viaggio culturale a tutto tondo, alle scoperte gastronomiche si possono unire quelle artistiche locali, visitando il Castello di Torrechiara del XIII sec. e la Pieve di S. Michele; quelle geologiche come i calanchi (profonde incisioni del terreno nate dall’azione delle acque piovane), e il Parco Balboj dove, in una pregevole cornice naturale, vulcanelli di fango – coerentemente al loro nome dialettale – bisbigliano storie di allevatori, casari e norcini, innamorati della loro terra. Il Parco Rural Biodiversità Agricola di Lesignano de’ Bagni, a mezz’ora da Parma, (Agricola Rosa dell’Angelo, via Torchio, 20 info@rural.it 0521.237485 – 342.9128266) non accoglie gli appassionati del buon vivere solo a fine estate, come sempre: i prodotti sopraffini degli agricoltori e allevatori locali si possono trovare tutto l’anno – dal martedì al sabato e in base alla stagionalità – a Parma centro, nel Rural Market di Borgo Giacomo Tommasini 7, te. 0521 237485.

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