A lezione di economia

Allarme, rischio, emergenza, default: questo il frasario ansiogeno a cui i media usano da un po’. Il momento è critico e la gente non sa che fare. Abbiamo chiesto ad un tecnico il suo parere sulle strategie attuabili in tema di risparmio, il professor Beppe Scienza, docente di Metodi per le Scelte Finanziarie e Previdenziali presso il Dipartimento di Matematica dell’ Università degli Studi di Torino.                                                                                                                                   sito: www.ilrisparmiotradito.it   mail: scienza@gmx.de

  1. Professor Scienza, per star tranquilli, adesso conviene prendere Titoli di Stato indicizzati all’inflazione come i BTP Italia? Oggi l’inflazione nell’Eurozona è all’8,6% ma la Banca Centrale Europea vorrebbe riportarla a 2%. Se prendo ora un BTP con un’inflazione ai massimi, una sua probabile discesa non porterà a perdite? 

No, perché conta l’inflazione dalla data dell’investimento in poi, salvo un piccolo ritardo di rilevazione. Se l’inflazione torna al 2%, essi renderanno il 2% incrementato per la maggiorazione al momento dell’acquisto. Quindi in potere di acquisto non ci si rimette. Se poi i tassi nominali ritornano sotto zero, il reddito fisso ne beneficia in generale.

  1. A chi vuole disporre in qualunque momento dei propri risparmi (spese impreviste, aiuto figli, etc), consiglierebbe un Buono Fruttifero Postale che – sì – non renderà molto, ma almeno non subisce oscillazioni delle quotazioni, non è pignorabile né sequestrabile né tassato in caso di eredità? 

La risposta è ni. I buoni postali sono sicuri perché non espongono a perdite in termini nominali, neppure per colpa del cosiddetto bollo, la mini-patrimoniale dello 0,2% annuo. Si recupera sempre la somma investita, il più delle volte accresciuta per interessi e/o rivalutazioni. Ma nessuno di quelli emessi ora è agganciato all’inflazione e quindi con essi sono possibili perdite in potere d’acquisto anche rilevanti.

  1. Dopo aver venduto a inizio anno ad una vecchia cliente un BTP Futura scadenza 2037 a 104 (oggi in Borsa è a 60!), una nota banca oggi le propone una “Polizza di Ramo I che investe in gestione separata all’80% a capitale garantito” per la liquidità in giacenza sul suo conto corrente: a suo parere può essere un’alternativa valida? 

Bello scherzo! Oltretutto alla perdita nominale va aggiunta quella in potere d’acquisto. Sconsiglio nella maniera più assoluta qualunque polizza d’investimento, chiamiamole così. Le assicurazioni funzionano per coprire i rischi, sono invece scatole nere rischiose per investire. Quell’80% sarà anche garantito nominalmente, ma a rischio totale in potere d’acquisto; e il rimanente 20% è a rischio di perdita anche monetaria, oltre che reale. Aggiungo che tali polizze di regola bloccano il capitale per un anno, roba adatta ad autolesionisti che vogliono fare beneficienza alle assicurazioni e ai loro venditori.

  1. Un 60enne con una prospettiva pensionistica modesta perché con soli 20 anni di contributi, come potrebbe immaginare una vecchiaia economicamente più serena? 

Non gli posso dire come guadagnare altri soldi, ma solo come investire i risparmi che ha o che accantonerà. È qui, in un’ottica di sicurezza, sono sempre preferibili strumenti indicizzati all’inflazione, d’altronde è ciò che scrivevo già nel 2020 o 2021. Quindi tenersi stretto il TFR per chi ce l’ha (ancora) ed eventuali buoni postali indicizzati, se sottoscritti in tempo. Per il resto Btp Italia, Btp-i o equivalenti esteri in euro: Bund-ei tedeschi o Oat-ei francesi.

  1. Per una futura rendita complementare, un giovane lavoratore atipico 30enne co.co.co. senza contributi, a suo giudizio cosa dovrebbe cominciare a fare per ottimizzare le sue risorse guardando al domani?

Di nuovo non gli insegno come guadagnare, come diversi ciarlatani promettono online. Quindi non posso incidere sulla sua capacità di risparmio, nella fattispecie certo modesta. Per il resto sarò noioso e mi ripeterò, ma io non insegno scrittura creativa bensì matematica finanziaria. Anche per lui resta vero che, in un’ottica di sicurezza, sono preferibili strumenti indicizzati all’inflazione, quali appunto Btp Italia, Btp-i o equivalenti esteri in euro: Bund-ei tedeschi o Oat-ei francesi. È vero che le azioni possono rendere (molto) di più o (molto) di meno, ma non ci si gioca il risparmio previdenziale alla roulette dei mercati finanziari.

  1. Secondo lei, si va verso il punto di non ritorno dell’eliminazione del contante, e se sì, come immagina il futuro per realtà minori, artigiani e piccola impresa?  

È una frottola che il contante sia in via di eliminazione, una menzogna diffusa dalle banche per raschiare commissioni sui pagamenti elettronici. Banconote e monete in circolazione aumentano di anno in anno, sia per gli euro che per i dollari o i franchi svizzeri. È stato così anche negli anni del Covid cioè nel 2020 e nel 2021. Per l’euro poi i contanti non verranno eliminati, tanto meno perderanno valore, finché la Germania è nell’euro. I tedeschi sono più attaccati ai contanti degli italiani e mai accetterebbero la loro eliminazione. O almeno ciò vale per tempi su cui si può ragionare: per il prossimo millennio (3000 dopo Cristo) non mi pronuncio.

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