Maurizio IV alla Sala Umberto di Roma

Le porte del Sala Umberto riaprono a gran voce, colme di speranza e commozione, con Maurizio IV.

Spettacolo audace e brillante di Edoardo Erba interpretato magistralmente da Giampiero Ingrassia e Gianluca Guidi, che ne cura anche la regia, asciutta, puntuale e minuziosa.

Ci troviamo su un palco, dove Maurizio, il regista, sta allestendo “Il Gioco delle parti” di Pirandello.

Arriva poco dopo Carmine, un tecnico luci che non ha molto l’aria di essere un esperto del mestiere, tanto da soffrire di vertigini, curiosa fobia per un professionista dell’illuminazione.

Maurizio e Carmine iniziano quindi un dialogo non molto amichevole ma complice ed attento. Un po’ per sfida un po’ per gioco si ritrovano a reinventare e stravolgere completamente l’opera, riportando luoghi e personaggi più vicini alla realtà contemporanea, trasformandolo quasi in quello che chiameranno un “Pirandello Pulp”.

Il trash, lo squallore e il voluto linguaggio dialettale diventano l’innovazione, e paradossalmente tutto sembra combaciare. Le due estrazioni sociali dei personaggi si fondono e creano un dialogo perfettamente in linea con le battute.

La loro unione muta scena dopo scena, diventando quasi una fortunata coincidenza fin quando non si scopre quanto la realtà faccia capolino portando i due ad un ultimo, fatale faccia a faccia.

Musiche coinvolgenti di Massimiliano Gagliardi.

Costumi di Francesca Grossi.

Apre la serata un discorso di Alessandro Longobardi che con voce toccante racconta la sua sopravvivenza in questi mesi difficili, confidandoci le sue idee future e la voglia di ricominciare, non solo per lui, per noi spettatori, ma per tutti i professionisti dello spettacolo.

Inutile sottolineare l’emozione provata nel ritornare a sedere tra le comode e calde poltrone di un teatro, sentire gli scricchiolii del pavimento sotto la morbida moquette e i tanti artisti in sala che si abbracciavano con i soli sguardi.

Andate e andiamo a teatro, non esiste posto che possa regalarci emozioni più vive e potenti, sensazioni palpabili seppur astratte. Non dimentichiamo l’importanza di questo settore.

Fino al 25 ottobre al Sala Umberto di Roma.

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