Sua maestà “il cappello”

In un caldo pomeriggio di luglio, si cerca refrigerio anche da un cappello a larghe falde: entrando in un negozio storico, si entra in un altra epoca. Qui, fra forme di legno, bollitori di rame e fili multicolori, è subito più fresco e il tempo si è fermato. “Antica manifattura cappelli” di Patrizia Fabri nel cuore di Prati, la più antica bottega di cappelli a Roma, sorprende i clienti per il corridoio di cappelli esposti, di ogni foggia e modello. Infondo, il laboratorio, dove si producono cappelli su misura per ogni occasione.

Il made in Italy ha origini lontane: il primo prodotto nostrano esportato e venduto all’estero fu il cappello di paglia di Firenze, prodotto nel 1718. Le più importanti nobildonne europee fecero sfoggio delle raffinate pamele dalle ampie tese.  Il “cappello di paglia italiana” del 1851 fu così famoso che identificava la nostra nazione prima ancora della sua unità. Il “Canotto”, cappello estivo da uomo per eccellenza, divenne l’emblema dell’Italia industriale mentre il “Borsalino” fu, ed è, simbolo riconosciuto dell’eleganza italiana.         

Un’opera d’arte personalizzata e in movimento, questa è l’idea che realizza l’architetta Patrizia nelle sue collezioni, molto richieste da cinema, teatro e alta moda. E la sua mamma li spiega, adattandoli alla persona che ha davanti, e cercando – col garbo di una volta – quello giusto.   

 

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