La valle dei perchè

di Ada Braccioli

 

A quanti perché dei vostri bambini avete già dato una risposta?

Si sa, dai 2/3 anni genitori, zii, nonni, educatori, etc. non sentono altro.

Per il bambino il perché è la chiave per comprendere il mondo che lo circonda.

La sua curiosità lo spinge a cercare in ogni cosa una risposta ben definita che lo aiuti a decodificare tutto ciò che vede e che sente.

La serietà con cui il bambino vi pone tutti i suoi quesiti non va mai sminuita, a prescindere dalla natura della domanda.

Per il bambino ogni cosa è importante.

Sentitevi orgogliosi se dovesse scegliervi come “sciogli dubbio”, pensate quanta stima può avere per voi, dandovi un compito così prestigioso.

Ma come si può soddisfare la curiosità di un bambino quando la risposta rischia di essere troppo difficile o inopportuna?

Evitate di usare troppi giri di parole. Optate invece per un linguaggio semplice e diretto, usando magari qualche esempio che aiuti il bambino a rendere più accessibile e concreta la vostra risposta.

Mettetevi in gioco, anche quando vi verranno poste domande buffe e imbarazzanti. Non sforzatevi di infiocchettare definizioni, affidatevi invece all’immediatezza e al buon senso.

E se non sapeste rispondere?

Meglio una “cruda” verità di una bugia bianca.

Ammettere di non sapere tutto può essere molto d’esempio per il bambino, lo aiuta a riconoscere i limiti che l’adulto si trova ad affrontare, senza condannarli.

È importante saper riconoscere la NON onnipotenza e avere modo di comprenderla bonariamente, con occhio complice.

E poi, scoprire una cosa insieme non è molto più divertente?

 

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