Indagine sui rossetti: 1/3 degli analizzati non è sicuro

Occhio al rossetto che usiamo!

 

Ma non è facile, essendo scritta in caratteri piccolissimi la composizione dei singoli cosmetici… Come del rossetto, uno di quelli più utilizzati e amati.

Lo indossano quotidianamente due donne su dieci mentre per tutte le altre è un vezzo per le occasioni speciali. Ma un prodotto che, essendo a contatto con le labbra, può essere ingerito e che, in più, viene applicato più volte al giorno.

Analisi sulle maggiori case produttrici

 

L’associazione Altroconsumo ha analizzato in laboratorio 14 marche di rossetto per capire se gli ingredienti in essi contenuti siano sicuri per la salute.

Dall’indagine – pubblicata su Altroconsumo InSalute di febbraio 2020 – è emerso che quasi un terzo dei rossetti analizzati – cinque su quattordici – contiene ingredienti (Mosh e Moah) potenzialmente rischiosi per la salute.

Si tratta di quelli dei negozi monomarca Kiko, Mac e Nyx, Too Faced venduto nella catena di profumerie Sephora e Avril, un brand di cosmetici ecologici.

Andando più nel dettaglio, è stata verificata innanzitutto la presenza di metalli pesanti (piombo, cadmio, arsenico, mercurio) la cui presenza – se non in tracce (non c’è un limite massimo stabilito) – è vietata per legge.

Che dire poi dei falsi?

 

Tutti i rossetti analizzati rispettano i limiti massimi che Altroconsumo ha individuato in base ad una raccomandazione dell’Agenzia del governo tedesco per la protezione dei consumatori e della sicurezza alimentare (BVL).

Ma il problema riguarda anche quelli venduti su bancarelle e/o dai cinesi, a buon prezzo ma talvolta di marchi contraffatti o sprovvisti di tracciabilità e contenuti. 

Capitolo a parte per gli oli minerali

 

L’aspetto centrale dell’indagine è quello relativo alla presenza di oli minerali, sostanze che derivano dalla raffinazione del petrolio e sono presenti nella maggior parte dei prodotti analizzati.

In etichetta sono “nascosti” dalle diciture: paraffinum liquidum, paraffin, cera microcristallina, petrolatum, ecc…

Gli oli minerali – come indicato per legge (Reg.CE 1223/2009) – possono essere utilizzati solo se sono stati correttamente trattati in modo da privarli di residui pericolosi e sostanza cancerogene.

Belle sì, ma con saggezza

 

Altroconsumo ha riscontrato nelle proprie analisi che se gli oli minerali non vengono purificati correttamente possono contenere residui di sostanze potenzialmente cancerogene e pericolose se ingerite. 

Si tratta dei cosiddetti Mosh (Mineral oil saturated hydrocarbon – Idrocarburi saturi degli oli minerali) e Moah (Mineral oil aromatic hydrocarbon – Idrocarburi aromatici degli oli minerali).

Questi ultimi, in particolare, possono accumularsi nei tessuti e causare microgranulomi (nella milza, nel fegato e nei linfonodi). Anche se espongono ad un rischio maggiore di presenza di Mosh e Moah, non si possono – in generale – sconsigliare i prodotti che contengono oli minerali.

Dall’analisi di Altroconsumo è infatti emerso che – ad esempio – gli oli minerali sono presenti nei rossetti Dior e Chanel che però sono risultati privi di Mosh e Moah.  Al contrario, il rossetto Avril, pur non contenendo oli minerali, conteneva Moah.

Cosa controllare quando si acquista un prodotto per le labbra?

 

Prima di acquistare un rossetto (o un burrocacao) verifichiamo che in etichetta siano presenti alcuni ingredienti. Questi potrebbero contenere residui a rischio per la salute se ingeriti.

Come: Cera Microcristallina o Microcrystalline Wax, Ceresin, Hydrogenated Microcrystalline Wax, Hydrogenated Polyisobutene.

E ancora: Ozokerite, Paraffin, Paraffinum Liquidum, Petrolatum, Polybutene, Polyethylene, Polyisobutene, Synthetic Wax.

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