Mojo, mobile journalism

Mobile journalism= mojo.

Come fare proficuamente e in proprio, del buon giornalismo, diffondendolo sui social. Questo è il Mojo che, nel verde di Villa Borghese alla Casa del Cinema, ha riscosso grande successo e sempre più seguito. E’ giovane:  il Festival del Mobil Journalism è appena alla sua seconda edizione,  ma sta diventando un appuntamento fisso per chi usa lo smartphone come telecamera e fa – dell’immediatezza – cronaca.

Attivismo e curiosità.

Atmosfera, quella dei giorni appena trascorsi a Roma, ben riassunta dal commento del segretario dell’ ASR Lazzaro Pappagallo, che ospitiamo volentieri: “20 seminari affollati e partecipati, un migliaio di giornaliste e giornalisti formati, alcuni tra i migliori conoscitori del Mobile Journalism in connessione con il web, i social, la sicurezza digitale, le fake news a disposizione dei colleghi come docenti.

Giornalismo di strada.

Potremmo elencare le cifre nude e crude per definire la forza della seconda edizione del Mojo Italia Festival ma non bastano a descrivere quello che è accaduto nel fine settimana romano. È invece lo spirito, l’energia, l’allegria la cifra della manifestazione organizzata da Stampa Romana e dall’ Associazione Filmaker sotto la direzione di Nico Piro e l’aiuto del Coris Sapienza (patrocinio Assessorato Crescita Culturale di Roma Capitale e media partnership di Repubblica, Dire e Radio tre Rai).

Comunità digitale.

La comunità nata attorno al Mojo si è aggregata, ha avuto aggiornamenti sullo stato dell’arte del Mobile Journalism, ha trovato quello che nel gospel si direbbe il “call and response” con i docenti formatori impegnati a rispondere a domande e curiosità ben oltre le tre ore di durata dei seminari. 

Il nuovo giornalismo.

Ha potuto testare un pezzo della trasformazione del nostro mestiere, interrogandosi anche sul proprio valore etico e deontologico alla luce di uno strumento, lo smartphone, accessibile e intimo nel racconto giornalistico. Per Stampa Romana consolidare questo festival, un unicum in Italia, significa rafforzare il processo di riqualificazione professionale in cui da anni sta sfidando e impegnando i colleghi e le colleghe, convinti che sia una chiave di lettura forte dei processi produttivi in atto. 

Entusiasmo contagioso.

Un processo costante e generoso, quello formativo, lungo tre anni, un punto di riferimento non solo a Roma”. L’entusiasmo si percepisce dall’inizio alla fine dell’evento, che alla prossima edizione, la terza, promette ancora maggiori sorprese.  

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