Lo sport declinato al femminile

“Red Sox Versus Redstockings, Women in Sport – pursuing gender equity”è il titolo dellaConferenza che si terrà il 25 settembre alle h 19:30, presso il Grand Hotel Palace di Via Veneto 70, a Roma. A parlare della “pink revolution” nel mondo dello sport, Gian Marco Sandri, fondatore di Artmediamix e Raffaella Masciadri, ex capitana della Nazionale Italiana di basket. Dallo scorso anno, anche nel mondo dello sport italiano sono state introdotte le quote rosa. La loro introduzione nei Consigli Federali è stata un’iniziativa rivoluzionaria per il settore sportivo in particolare: grazie alle quote rosa dal calcio al tennis, dal nuoto all’atletica, almeno il 30% dei componenti dei Consigli Federali dovrà essere al femminile. Malgrado ciò, come dimostrano i recenti dati del Censis, il “gender gap” è tutt’altro che colmato, e il business sportivo è ancora oggi dominato dagli uomini.

Ma torniamo a parlare del progetto Respect, che annunciammo a primavera. Partita a maggio, la campagna di sensibilizzazione rivolta ai giovani su Facebook, Instagram e Twitter – con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri – punta sul valore sociale della donna per promuovere un cambiamento nei comportamenti che sono alla radice della discriminazione e della violenza di genere. Ecco i primi risultati di un’indagine condotta nell’ambito del progetto.

  • Gender Gap. Anche se in Italia sono sempre di più le donne che praticano attività fisica, continua il divario fra sessi nello sport. Il 56,8% delle femmine di età compresa tra 11 e 14 anni e il 65,9% dei maschi della stessa età praticano un’attività sportiva in modo continuativo, ma con il passare del tempo il divario aumenta. Tra i 15 e i 17 anni la quota scende al 42,6% tra le femmine e al 58,4% tra i maschi. A 18 anni si dedica con continuità a uno sport il 31,9% delle ragazze e il 47,4% dei ragazzi.
  • Niente «quote rosa» nei ruoli apicali. Dei 4.708.741 atleti tesserati alle diverse Federazioni sportive, le donne sono solo il 28%. Tra gli operatori sportivi sono ancora meno: il 19,8% degli allenatori, il 15,4% dei dirigenti di società e soltanto il 12,4% dei dirigenti di Federazione.
  • La pallavolo è lo sport più femminile. Al secondo posto c’è il tennis, con 372.964 tesserati e il 33% di donne. Al terzo posto la pallavolo, con 331.843 atleti e il 77% di donne: è questo lo sport più praticato al femminile, seguito dal tennis e dalla ginnastica.
  • Federica Pellegrini la campionessa più amata. Il 27,7% di un panel di 1.027 giovani sportivi di età compresa tra 15 e 30 anni interpellato dal Censis ha indicato la nuotatrice Federica Pellegrini come la campionessa più amata, seguita dalla tennista Serena Williams e dalla campionessa paraolimpica di scherma Bebe Vio. Al quarto posto, ma sul podio delle italiane, la tuffatrice Tania Cagnotto. Tra le sportive indicate c’è anche la calciatrice Barbara Bonsea.

Allestiti stand in 20 eventi-impianti sportivi della Capitale per consegnare materiale informativo a oltre 2.000 giovani. A gestire gli stand, i giovani «agenti del cambiamento», reclutati dal Censis per trasmettere un messaggio positivo contro la discriminazione di genere nella vita e nello sport, per sfatare vecchi stereotipi e vedere la donna come atleta, prima di tutto, pur rispettando le sue peculiarità. Il progetto Respect si concluderà a novembre con l’apertura della mostra fotografica «Un mondo senza donne» nei locali del III Municipio di Roma.

Audio intervista a Raffaella Masciadri, ex capitana della Nazionale Italiana di basket:

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