Parma, città della cultura del 2020, si prepara

Andando a curiosare fra le bellezze urbane italiche, quella nominata Città della Cultura 2020 si appresta a vivere il suo momento d’oro. Entrando a Parma, si avverte subito il carattere ‘francese’ del capoluogo: le sue piazze, i suoi palazzi e giardini, i suoi viali alberati. In più, qui in Emilia, la fertile campagna, le comode strade e il carattere gioviale degli abitanti, fanno capire che si vive proprio bene.

Trasporti: il centro storico è off limits per le auto, ed il modo migliore per conoscere la città è in bicicletta. Gli autobus sono puntuali e la rete è capillare. A piedi è piacevole – con scarpe comode – camminare sull’acciottolato originale del centro, o lungo il fiume.

Shopping: Dove il mondo è fuori e il passato è nell’aria, ovvero da Credula Postero, un negozio dove si è subito avvolti dal profumo di libri, cera e legno, dal cigolìo di mappamondi, musica di carillon, ticchettìo di vecchi orologi. Tutto è collocato casualmente, seguendo sottili richiami tra le cose. Camilla, la proprietaria, propone abbinamenti tra oggetti e vini selezionali. Restando nella storia, il ‘Color Viola’ dal 1890 custodisce la tradizione della violetta di Parma, proponendo fragranze e documentandole nei loro aspetti botanici, olfattivi e culturali.

Relax: dritti a Salsomaggiore, sicuramente da Borzieri, struttura liberty dal fascino magico, esempio unico di art decò termale che risale al 1923: il palazzo deve la sua magnificenza a Galileo Chini, ceramista e pittore che dalla sua esperienza in Oriente presso la Casa Reale, trasse l’ispirazione per le sontuose decorazioni. I trattamenti sono ispirati alle filosofie provenienti da diversi Paesi per vivere un’esperienza unica al mondo.

Cibo: Più prosaicamente, per rinfrancare il corpo oltre lo spirito, molte le trattorie tipiche parmigiane nel centro città, ma merita una gita Fontanellato la Trattoria Teatro a piazza Verdi 5, che propone i piatti tipici del luogo (tortelli, stracotto d’asina, culatello, ciccioli, radicchio di campo) ed un imperdibile zabaione finale.    

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