Merano e i suoi tesori ‘verdi’

Oggi andiamo nel sud Tirolo, precisamente a Merano, che promette una boccata d’ossigeno agli amanti della natura e del verde in generale, per chi sceglie la formula del ‘garden tour’,  alla scoperta della città e dei suoi dintorni.   Una visita a Merano, famosa località termale, può esser anche fatta con binocolo, scarpe comode ed ‘erbario’ (per chi si diletta a raccogliere piante autoctone). Cominciando dalla passeggiata Tappeiner (dal nome del botanico che la scoprì), uno dei più incantevoli tracciati a mezza costa d’Europa, che offre – a 380 metri di altezza – meravigliosi punti panoramici con disseminate fontanelle di acqua purissima, panchine con libri da scambiare, bar e ristoranti. Accessibile anche a persone con ridotta mobilità, l’accesso presso il castello principesco è caratterizzato da una serie di piccole terrazze seminascoste, tra pini, palme, oleandri e fichi d’india: un microcosmo di vegetazione tipica dei Paesi del Sud, grazie al felice clima meranese.

E’ universalmente riconosciuto che camminare sia un’attività salutare: se ne rese conto verso la metà del 19° sec. Il prof. Ortel, ideatore della cosiddetta terapia “Terrainkur”, che consisteva nel camminare rapidamente lungo vie in lieve ascesa. In questa attività ravvisava effetti estremamente positivi sulla circolazione, sui polmoni, sul cuore e sull’apparato muscolare. Poiché Merano godeva di tutti i presupposti per la pratica di questo genere di cura, divenne un rinomato luogo per la “Terrainkur” praticata anche dall’imperatrice Sissi, salutista ante litteram.     Seguendo il nostro fil vert si arriva al giardino di Castel Trauttmansdorff, itinerario unico per l’intreccio di architettura, eventi culturali e spettacoli della fioritura che gli valse il riconoscimento di “Parco più bello d’Italia”. A giugno, suggestivo il brunch domenicale con sottofondo di pianoforte e una Sissi in abiti d’epoca con l’ombrellino di pizzo che si aggira per i viali di bosso. E la sera, al laghetto delle ninfee, World music.

In città, e fino a tutto giugno, è possibile usufruire della Meran card, servizio – incluso nel prezzo della stanza d’albergo – che consente l’utilizzo integrato di bus e treno, impianti di risalita, noleggio bici e ingresso a musei.  Continuando la ‘caccia al tesoro verde’ nei dintorni, arriviamo a Lana, dove, chi avrebbe mai detto che un giardino potesse avere poteri sovrannaturali? Eppure è così: varcando la soglia del giardino di Kranzelhoff, vicino Merano, si è condotti in un percorso sensoriale unico: non seguendo profumi o suoni, ma toccando con  mano la forza trasmessa da enormi sculture in marmo e ferro adagiate sui prati, o camminando su un sentiero in pietra che conduce nel giardino yin e yang fino all’anfiteatro dagli scalini erbosi. L’arte ci accompagna ad ogni passo, come espressione di vivacità del luogo, antichissimo eppure creativo. Attraversando il labirinto ci ritroviamo nella “stanza verde”, uno spazio con una porta immaginaria circondato da alte siepi e con il cielo come soffitto.

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