La prima volta che…

di ADA MARGHERITA BRACCIOLI · PUBBLICATO 2 APRILE 2019

Oggi parleremo di un libro speciale, un libro amato tanto dai bimbi quanto dagli adulti.

Si chiama “La prima volta che sono nata”, scritto da Vincent Cuvellier e da Charles Dutertre.

Libro francese del 2006 che viene tradotto da Paola Balzarro nel 2013, edito Sinnos.

Ho avuto modo di conoscerlo durante il Corso Nazionale Montessori.

Per un’intera giornata ci dedicammo interamente ai libri per bambini, ci misero davanti ad un semplice esercizio.

Bisognava scegliere il libro che a pelle più attirava la nostra attenzione e leggerlo davanti a tutti.

Chiudo gli occhi e mi capita lui, lo guardo sospettosa, e subito cerco di capire se ci sono vocine imbarazzanti da dover fare.

Vi garantisco che leggere un libro per bambini a degli adulti non è affatto facile, un po’ per snobbismo, un po’ per mancanza d’ascolto è molto complicato coinvolgere un bambino ormai cresciuto.

Inizio a sfogliarlo e mi vengono i brividi, è di una poesia, di una chiarezza così disarmante da lasciarmi impietrita.

Ogni pagina è micro racconto di una prima volta e se siete animi sensibili come me, vi porterà alla commozione.

È forse uno dei libri al quale son più legata in assoluto. Un libro da leggere ai propri allievi, figli, nipoti, etc.

La magia che si manifesta mentre un adulto legge questo particolare testo ad un bambino è qualcosa di inspiegabile, perché non è solo una bellissima storia.

Leggendolo ognuno regala una sfumatura a quelle parole, così precise, concise, semplici e universali. Ognuno ha modo di vederci qualcosa di vissuto e di personale, ed ecco qui che non diventa solo una lettura, ma un momento di profonda condivisione privata e intima.

Pochi fronzoli, semplici testimonianze di qualcosa che tutti abbiamo provato (o potremmo provare) almeno una volta nella vita.

Perché leggerlo ai bambini? Perché non c’è niente di più bello di leggere un libro che parla di cose reali.

Le storie fantastiche sono importantissime e ne parleremo, ma questo è un piccolo regalo che ci si fa, diventa quasi un racconto di famiglia, una confessione nostalgica di qualcosa che si conosce bene.

Non vengono narrate semplicemente dei fatti, ma sensazioni, immagini talmente chiare e dirette da risentirle quasi dentro di sé.

È un testo di nicchia, una piccola gemma preziosa nascosta.

Cercatelo, leggetelo e fatelo vostro perché merita, davvero.

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