La città delle donne

di REDAZIONE WELLTRIBUNE.IT · PUBBLICATO 29 MARZO 2019

Arrivando a Valencia si ha subito l’impressione di essere in una città dinamica, anche passeggiando nel suo vasto centro storico pedonale ricco di citazioni antiche. Moderna perché, passeggiando davanti il Ministero delle Pari Opportunità, un bel palazzo in centro – appunto – salta agli occhi un caleidoscopio di colori sulla facciata cinquecentesca, lavorazioni ad uncinetto realizzate a mano da donne valenciane che rivestono i balconi. La fierezza con cui sfoggiano il costume arabescato di famiglia tramandato da madre in figlia durante “Las Fallas” (festival pittoresco che si tiene ogni anno a marzo e vede coinvolta tutta la popolazione, di grande valore simbolico e forte richiamo turistico), il portamento orgoglioso che solo una spagnola sa avere, le acconciature elaborate con cui si ornano il capo con accessori antichi e mai fuori moda, tutto ciò fa di Valencia la città delle donne. Grande importanza viene data anche alle figure femminili di altri Paesi che hanno dato un contributo rilevante alla modernità, per esempio, con l’esposizione delle biografie illustrate delle più note scienziate di tutti i tempi, una lunga galleria che si snoda nei viali del quartiere della scienza, accanto alle splendide opere architettoniche di Calatrava. I servizi a sostegno della famiglia sono prioritari nella politica sociale della città: asili, scuole, strutture di assistenza pubbliche (centri antiviolenza, di ascolto, di recupero, di avviamento al lavoro, di consulenza legale, di ausilio per le persone anziane e disabili) sono accessibili e ben pubblicizzati, e per le donne – che storicamente si fanno carico del cosiddetto “lavoro di cura” familiare, non riconosciuto ufficialmente – è un grande aiuto concreto. Coesistono, a Valencia, molte comunità di stranieri (compresi italiani) che trovano nella città un luogo accogliente e sicuro, come una vera città europea dev’essere, soprattutto per le donne.

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