Che mal di pancia!

di REDAZIONE WELLTRIBUNE.IT · PUBBLICATO 20 MARZO 2019

Quando ci sentiamo soli, pensiamo al fatto che – invece – ognuno di noi è “abitato” da miliardi di batteri: ce ne portiamo nell’intestino almeno un kg e mezzo, e costituiscono il “microbiota”, un ecosistema fatto da oltre 2000 specie di batteri e centinaia di miceti (funghi). Quando è in equilibrio, si chiama “eubiosi”, diversamente, “disbiosi”. I batteri si nutrono di ciò che noi introduciamo con il cibo, dovendolo trasformare per l’assimilazione e l’evacuazione. Alcuni batteri non devono mancare e altri non devono eccedere, e questo equilibrio lo variamo noi in base ai nostri pasti. Equilibrio che, se alterato, porta problemi anche seri, anche a livello immunitario. Quando mangiamo troppi zuccheri (dove per zuccheri non si intendono solo dolci, ma pasta, pane, pizza, patate, riso, legumi e mais) viene alterata la giusta produzione dell’acido cloridrico e della pepsina, fondamentali per scindere le proteine. Il cibo, dopo che esce dallo stomaco, subisce l’azione dell’amilasi pancreatica che demolisce i bipeptidi proteici in singoli aminoacidi e gli zuccheri complessi in semplici, consentendo ai villi intestinali di assimilare questi nutrienti. Una proliferazione di batteri e miceti – dovuta ai troppi zuccheri di cui si nutrono – provoca un’alta migrazione batterica nell’intestino tenue dal crasso, inducendo la fermentazione degli zuccheri e la putrefazione delle proteine, causando la formazione di ammine biogene e nitrosammine, elementi cancerogeni. Essendo buona parte dell’apparato immunitario vicino al colon, spesso arriva a perforarsi e diventa “a colabrodo”, consentendo la permeabilità batterica. Se viene impedita la scissione proteica non potrà esserci assimilazione e le proteine restano a disposizione di questi batteri che le rendono putrescenti, formando bile biogena, come cadaverina e istamina.

Quest’ultima è molto nota perché induce l’alterazione del sistema immunitario, come ben sanno le persone allergiche. (fonte: “Il cerca salute”). Spezie come curcuma, cannella, chiodi di garofano, zenzero e origano, in quantità generosa, riequilibrano l’ambiente intestinale, hanno un’ importante azione antinfiammatoria e ripristinano la corretta peristalsi. Continuando a mangiare male * e poi prendere la pillola per curare il sintomo non estirperà mai la causa, ma favorirà una cronicizzazione della patologia e l’instaurarsi di altre ad essa correlate. Gonfiore, dolori , pesantezza intestinale, e poi, diarrea, stipsi e fecaloma (feci molto voluminose) occorre: bere molta acqua nell’arco della giornata, assumere una quantità sufficiente di fibra durante i pasti, con diete ricche di frutta e verdura, evitare di rimandare il momento della defecazione, quando possibile, evitare l’assunzione di grandi quantità di cibo in un solo pasto (abbuffate) e – sempre e comunque – praticare una regolare attività fisica.

Copyright © WellTribune

error: Il contenuto è protetto da copyright !