Camminando camminando …

di REDAZIONE WELLTRIBUNE.IT · PUBBLICATO 22 GENNAIO 2019

Anche se non basta camminare per dimagrire o correggere posture viziate, appena se ne ha la possibilità sarebbe utile. Cosa? Fare due passi. Alzarsi da quel divano o dall’automobile, e rimettere in moto muscoli e legamenti. Qualche motivo per cui vale la pena mettersi in cammino? Eccovene mezza dozzina, ma ce ne sono molti di più da scoprire con le proprie gambe…
1) Stimolare la creatività: camminar nel verde fa bene alla mente perché ci riporta in uno stadio primordiale che abbiamo perso, vivendo in città; ma anche solo camminando in città, l’attività muscolare si risveglia come i nostri sensi, dando vita così al pensiero creativo.
2) Aumentare il buon umore e ridurre lo stress: è sempre il contatto con la natura che favorisce questo stato d’animo, riportandoci in una dimensione atavica, di perfetta armonia con il mondo circostante: allontanarsi dai rumori, dai tubi di scappamento delle auto, dal sovraffollamento favorisce il rigenerarsi di una rinnovata energia psicofisica consentendoci di alleggerirci e sorridere alla vita.
3) Essere ‘social’: ma non da dietro una scrivania fumosa al buio di una stanza, ma al fianco di un compagno/a di cammino che – passeggiando – respira la nostra aria e percepisce le stesse sensazioni, in maniera autentica e reale, senza e meglio di una connessione internet!
4) Scoprire l’essenziale: oltre lo sguardo c’è un grado di visione che penetra nel profondo delle cose, per capire quanto nel tuo ‘server’ c’è di superfluo.
5) Vedere davvero: accorgersi di ciò che ci circonda, senza pensiero, senza giudizio, solo con l’istinto, senza parole. Il tempo lo scandisce il respiro, modulato al ritmo delle stagioni, hic et nunc. Senza fretta ma prendendo confidenza con l’ambiente, ne riconosciamo ben presto il linguaggio universale e, abituati a parcellizzare nevroticamente il tempo, capiamo quanta vita perdiamo!
6) Portare con sé un bagaglio leggero: in senso figurato – ovvero solo uno zainetto – ma anche in senso lato, cioè lasciando a casa zavorre mentali e resettando – per il tempo della passeggiata – la mente dai problemi. Essere e non avere, come approccio alla scoperta di strade, sentieri, vicoli, piazze, montagne e deserti, guardando la realtà circostante da un altro punto di vista, sentendosi parte di essa.

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