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di REDAZIONE WELLTRIBUNE.IT · PUBBLICATO 24 SETTEMBRE 2018

Alterazione delle percezioni, paura del mondo esterno e scollamento dalla realtà, sono solo alcuni dei rischi dello “stare sempre in rete” 

E’ bello navigare perdendosi nei flutti dell’oceano di internet. Tuttavia, come le sirene di Ulisse, la rete ci risucchia in un vortice tanto seducente quanto pericoloso. E non solo per le patologie oculari e scheletriche che aumentano vertiginosamente nei giovanissimi. “Rimanere connessi ai dispositivi digitali per moltissime ore al giorno è un fattore di rischio che può condurre ad uno stato di trance che altera i comportamenti e le reazioni al mondo esterno, – spiegano da tempo gli psicologi – sotto ipnosi una persona può eseguire ordini senza nessuna obiezione critica, e anche Internet può essere ipnotico, in questo caso, in senso negativo.” Trascorrere intere giornate costantemente esposti ad un fiume di informazioni digitali può provocare un’alterazione della realtà e portare a comportamenti anomali, spesso compulsivi: il soggetto può trasformarsi in un automa e fare cose prive di senso.

Aumentano anche i rischi di tecnostress: sempre più bersagliati da email, notifiche sui social e messaggini in chat a tutte le ore del giorno e della notte, si è potuto rilevare un aumento dei casi di dipendenza da Internet e di tecnostress. Inoltre, troppe ore trascorse navigando in rete possono infatti favorire l’insorgere di attacchi di panico, ansia, depressione, insonnia, manie compulsive e perfino patologie cardiocircolatorie e gastrointestinali.

Ma a preoccupare gli analisti è anche l’ormai prossima integrazione uomo-macchina. I ricercatori delle maggiori università mondiali stanno lavorando allo sviluppo di tatuaggi basati su nanofilm elastomerici che possono essere applicati sul corpo umano come tatuaggi per controllare computer, smartphone e altri dispositivi indossabili: la tecnologia si sta chiaramente spostando dall’esterno all’interno dei nostri corpi, che saranno così trasformati nei controllori biologici dei nostri apparecchi digitali. Un cambiamento tanto radicale da essere in grado di disumanizzare la persona, portando ad un’alterazione dell’equilibrio psicologico, alla dipendenza emotiva, al narcisismo, all’isolamento relazionale e al delirio di onnipotenza.

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